20 Ottobre 2008
ZUCCHERO

Necessari 16 milioni di euro a garantire il proseguo delle attività
 
“Lo zuccherificio di Termoli non può e non deve chiudere. Gli accordi assunti nel 2006, quando fu decisa la chiusura della SFIR di Borgo Incoronata a Foggia, erano precisi e indicavano la struttura molisana quale punto di riferimento per tutto il meridione della produzione bieticolo-saccarifera. A distanza di soli due anni da quell’accordo siglato a livello ministeriale, non possiamo assistere inerti alla chiusura dello zuccherificio e al conseguente azzeramento della produzione di barbabietola da zucchero in Puglia. Per questo oggi partecipiamo in maniera massiccia alla manifestazione di protesta”. E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, a spiegare le ragioni del presidio di oltre 300 imprenditori bieticoli pugliesi dinanzi allo zuccherificio del Molise, in attesa degli esiti delle due riunioni che si stanno tenendo contemporaneamente, una del consiglio di amministrazione della società, l’altra assembleare a cui partecipano rappresentanti delle Regioni Puglia e Molise, delle organizzazioni professionali agricole, delle associazioni di prodotto e dei sindacati.
Sono 16mila gli ettari coltivati a barbabietola da zucchero in Puglia, per un valore di 50milioni di euro, di cui circa 10mila nella sola provincia di Foggia, con un valore di 35 milioni di euro.  Il mancato equilibrio territoriale nella localizzazione degli stabilimenti e il mancato equilibrio economico-gestionale degli stessi rischia di far saltare gli investimenti già effettuati dagli imprenditori bieticoli e di danneggiare irrimediabilmente l’intero settore.
“Alla riunione ancora in corso – spiega il Direttore della Coldiretti di Foggia, Giuseppe Scagliola, alla testa dei manifestanti pugliesi - l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, rappresentata dal Dirigente Cosimo Sallustio, ha dichiarato la propria disponibilità ad entrare nella gestione diretta dello stabilimento, intervenendo finanziariamente con 1milione e 600mila euro. Resta da sciogliere il nodo della partecipazione privata, in seguito alla decisione della famiglia Tesi di lasciare il 35% delle quote di sua proprietà a chiunque voglia subentrare. In tal senso le Istituzioni, la Regione Puglia, la Regione Molise ed il Governo devono impegnarsi, affinché venga garantita la copertura dei 16milioni di euro necessari al proseguimento dell’attività dello stabilimento. E’ emersa, comunque, la volontà di rendere disponibile il seme per avviare le semine nei prossimi giorni”.

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