La proposta di azzeramento dei dazi su ammoniaca, urea e, dove necessario, su alcuni altri fertilizzanti attraverso la sospensione temporanea del meccanismo della Nazione Più Favorita risponde alle nostre richieste e, grazie al lavoro del Governo italiano e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha evitato una vera e propria stangata che avrebbe messo in ginocchio le aziende agricole italiane. Ora diventa prioritario lavorare per la sospensione del “Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere” (CBAM), la tassa sul carbonio nei fertilizzanti, un provvedimento che mette a rischio non solo i bilanci delle imprese agricole ma la stessa sovranità alimentare dell’Unione. La richiesta arriva da Coldiretti e Filiera Italia che chiedono un’accelerazione sulla questione già a partire dal prossimo Consiglio dei ministri agricoli. La procedura proposta dalla Commissione rischia, infatti, di avere tempi lunghi.
L’attuale capacità dell’Ue di produrre fertilizzanti non è in grado, ad oggi, di coprire la domanda interna e la sospensione del CBAM è necessaria per evitare – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia – un incremento del prezzo dell’azoto e dell’urea, due elementi cruciali per i concimi usati in agricoltura e, conseguentemente, un aumento dei costi di produzione con riduzione della competitività dei nostri produttori, la messa in pericolo della sovranità alimentare del continente e un aumento dei prezzi per i consumatori.
Secondo un’analisi del Centro Studi Divulga i prezzi medi dei fertilizzanti per le imprese agricole italiane hanno già subito un aumento del 49% rispetto al 2019 a causa del conflitto in Ucraina. Si va dal +70% per il nitrato ammonico al +59% per l’urea agricola, dal +52% del perfosfato triplogranulare, fino al +20% del cloruro potassico. Una ulteriore impennata non sarebbe gestibile.
Per ridurre la dipendenza dall’estero Coldiretti è da anni impegnata per la promozione dell’uso del digestato, che è un sottoprodotto del biogas, superando le limitazioni imposte dall’Ue all’utilizzo, affinché il suo impiego in agricoltura diventi diffuso e capillare per favorire la sostenibilità ambientale e la fertilità del suolo.
