13 Maggio 2022
UCRAINA: CON GUERRA E PANDEMIA +36% SCUOLE AGRARIA

L’ulivo, simbolo della campagna ‘Riprendiamoci il Futuro’, offerto dai giovani di Coldiretti

sarà donato dal Ministro delle Politiche Giovanili alla città di Brindisi

Guerra e pandemia spingono il ritorno in campagna con gli studenti che hanno preso d’assalto gli indirizzi agricoli delle scuole superiori, con un incremento negli ultimi due anni del 36% delle iscrizioni agli istituti professionali rispetto al 2019, prima della pandemia. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Miur, in occasione della due giorni del Neet Working Tour che fa tappa in Puglia a Brindisi in Piazza Santa Teresa, una iniziativa voluta dal Ministro per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Giovani - ANG, l’Agenzia Nazionale per le Politiche attive del lavoro e Carta Giovani Nazionale.

In Puglia il simbolo della campagna di Coldiretti ‘Riprendiamoci il Futuro’ è un ulivo che il Ministro Dadone donerà donerà alla città di Brindisi, dove assieme ai giovani della Coldiretti ci saranno gli studenti dell’Istituto Professionale Alberghiero Sandro Pertini di Brindisi.

L’emergenza Covid prima e il conflitto in Ucraina poi, con le tensioni e i blocchi degli approvvigionamenti di cereali e mezzi di produzione, hanno messo in luce – evidenzia Coldiretti regionale - la strategicità del cibo e l’importanza per un Paese di garantirsi l’autosufficienza alimentare, potenziando la catena produttiva agricola. Il risultato è una nuova convinzione che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Un profondo cambiamento di cui al boom di iscrizioni degli studenti degli istituti professionali in Agricoltura, Sviluppo Rurale, Valorizzazione dei Prodotti del Territorio e Gestione delle Risorse forestali e montane si aggiunge peraltro quella le presenze all’indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria degli istituti tecnici, in aumento del 17%.

Oltre 7mila giovani in Puglia hanno scelto di costruirsi un futuro – aggiunge Coldiretti Puglia - da imprenditori agricoli investendo nella terra, dalla coltivazione all’allevamento, dall’agriturismo alle vendite dirette fino alle bioenergie e all’economia green, tanto che nascono in media 18 nuove imprese giovani al giorno.

Il trend fotografa il nuovo impegno dei giovani per far fronte alle sfide future, in particolare, quelle legate ai temi dell’autosufficienza alimentare dell’innovazione in agricoltura, della sostenibilità e della mitigazione dei cambiamenti climatici. Il settore oggi necessità di nuove professionalità con competenze che possono essere acquisite solo attraverso un’interazione tra discipline di diversa natura. Un percorso necessario in considerazione del dinamismo verso cui, da anni, si sta spingendo il comparto agroalimentare italiano. Se si sale peraltro al livello universitario sono oltre 50 i nuovi percorsi attivati nei diversi ambiti disciplinari lungo la penisola, nelle varie facoltà. Si va – conclude Coldiretti - dalle Biotecnologie per la Gestione Ambientale all'Agricoltura Sostenibile, dall’Agricultural engineering al Precise And Sustainable Agriculture, dall’ Enogastronomia d'Impresa fino ad arrivare al benessere animale con il corso di laurea dedicato all’Animal Care.

“La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi hanno accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo” afferma la leader dei giovani della Coldiretti Puglia, Benedetta Liberace nel sottolineare che “occorre ora sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne, abbattendo gli ostacoli burocratici che troppo spesso si frappongono”. La burocrazia – conclude la Coldiretti Puglia – sottrae fino a 100 giorni all’anno al lavoro in azienda ma, soprattutto, con l’inefficienza, frena l’avvio di nuove attività di impresa contrastando anche le opportunità che possono generarsi attraverso i Bandi del Programmi di sviluppo rurale (Psr).

 

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