17 Gennaio 2026
S.ANTONIO: IN FATTORIA PUGLIA 438MILA TRA MUCCHE, PECORE, MAIALI E CAVALLI

La Fattoria Puglia è uno straordinario presidio di biodiversità e un patrimonio produttivo ed economico irrinunciabile fatto di 438mila animali, dalle mucche alle pecore, dai bufali alle capre, fino ad asini e cavalli, messi a rischio da una serie di minacce, dall’aumento vertiginoso dei costi di produzione fino a folli politiche UE che rendono sempre più critica la gestione delle stalle. E’ quanto emerge dal rapporto sullo stato di salute della Fattoria Puglia, diffuso dalla Coldiretti Puglia, in occasione di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali, con la grande stalla a cielo aperto allestita per la benedizione a Roma del Santo Padre, Papa Leone XIV, sulla base di dati dell’Anagrafe nazionale zootecnica, prendendo a riferimento la consistenza delle stalle fino al 30 giugno 2025.

Negli allevamenti ci sono oltre 177mila mucche e bufali, 150mila pecore e 45mila capre, oltre 42mila maiali, 20mila cavalli e 3mila asini - dice ancora Coldiretti Puglia – ma, in meno di 5 anni, dal 2020 fino al 30 giugno 2025, hanno chiuso i battenti in Puglia 396 stalle di bovini, oltre 400 di ovicaprini e 218 di suini, a causa dell’effetto combinato dell’aumento vertiginoso dei costi di produzione e gestione, di folli politiche europee, dei bassi prezzi pagati agli allevatori e dell’assedio degli animali selvatici.

Una perdita incolmabile causata dall’aumento dei costi di produzione e gestione, con il prezzo del latte alla stalla che non può andare sotto i costi di produzione calcolati da Ismea, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori.

Con 3 DOP (canestrato pugliese, mozzarella di Gioia del Colle e mozzarella di bufala) e quasi 20 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – insiste Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.

Serve intervenire urgentemente per salvare la “Fattoria Puglia”, dove sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà in Puglia – incalza Coldiretti Puglia – appena 674 stalle per la produzione di latte, decisivo presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali a causa principalmente del prezzo del latte spesso non remunerativo, dovuto non solo alla crisi, ma anche e soprattutto alle evidenti anomalie di mercato con i prezzi alla stalla che subiscono inaccettabili ‘fluttuazioni’ e agli alti costi di gestione degli allevamenti.

Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere – conclude Coldiretti Puglia – spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado.

A tutto questo si aggiunge il valore sociale e ambientale della zootecnia pugliese, che non è solo produzione ma presidio umano, cultura rurale e sicurezza alimentare. Difendere la Fattoria Puglia significa difendere il lavoro, la qualità e l’identità di un territorio che senza allevamenti rischia di diventare più fragile, più povero e più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. È una battaglia di buonsenso prima ancora che economica: senza allevatori non c’è cibo, non c’è paesaggio, non c’è futuro.

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