24 Maggio 2024
OPZIONE DONNA, REQUISITI AGGIORNATI 2024 PER ACCEDERE A PENSIONE ANTICIPATA

È la legge di bilancio 2024 che ha rivisto, anche per quest’anno, i nuovi requisiti richiesti per accedere alla nuova versione dell’Opzione Donna. Una pensione pensata per le donne, in particolari situazioni soggettive e che necessitino quindi di un’uscita anticipata dal mondo del lavoro per le funzioni di cura familiare che, spesso, la donna è chiamata ad assolvere; infatti, anche secondo il Rapporto Istat SDGs 2023 afferma che la distribuzione del carico di lavoro per le cure familiari tra uomini e donne non migliora.

La nuova Legge di Bilancio ha stabilito che quest’anno, per poter andare in pensione con Opzione Donna è necessario che le lavoratrici abbiano maturato entro il 31/12/2023 un totale di 35 anni di contributi e un’età anagrafica di almeno 61 anni. Il requisito anagrafico può essere ridotto di un anno per ogni figlio e nella misura massima di due anni.

La pensione anticipata c.d. Opzione Donna, si sottolinea, è liquidata secondo le regole di calcolo del sistema contributivo e non con il calcolo misto.

Inoltre, è molto importante ricordare che per poter accedere a Opzione Donna è necessario che alla data di presentazione della domanda sussistano, alternativamente, una delle condizioni ulteriori richieste e che questi non devono essere oggetto di ulteriore verifica alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico.

Dalla data di maturazione di tutti i requisiti richiesti (ossia contributivi e anagrafici), oltre che delle condizioni elencate, la pensione non potrà essere immediatamente liquidata, ma si dovrà aspettare il decorso della finestra mobile. La finestra è pari a dodici mesi se la pensione sarà liquidata a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; si dovrà invece aspettare diciotto mesi dalla maturazione dei requisiti nel caso in cui la pensione sia liquidata a carico delle Gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi. Rimangono invece invariate e fissate per i mesi di settembre o novembre, le decorrenze per le lavoratrici del comparto scuola e AFAM.

Oltre ad anzianità contributiva ed età anagrafica, quindi, l’aderente all’Opzione Donna deve assistere alla data della domanda di pensione e da almeno sei mesi, il coniuge o la parte dell’unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104. È possibile assistere anche un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori, il coniuge o l’unito civilmente della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti oppure siano deceduti o mancanti.

In alternativa, la richiedente deve avere una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti Commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%.

Possono essere destinatarie della misura anche le lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa. In quest’ultima casistica, si applica la riduzione dell’età anagrafica massima di due anni anche in assenza di figli, ma si sottolinea solo ed esclusivamente per le lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale.

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