17 Luglio 2009
IMPORTAZIONI

Martedì prossimo consegna del Documento al Presidente Vendola
alla presenza di 1000 imprenditori agricoli

Quasi 86 milioni di quintali di latte, cagliate ed altri derivati importati in Italia annualmente, di cui circa 1.600.000 provenienti soprattutto da Germania, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Slovenia e Francia,  giungono direttamente ad oltre 50 aziende lattiero-casearie pugliesi. Oltre 1.700.000 tonnellate di grano duro entrate nel 2008 in Italia, di cui il 40% in Puglia; dal 1°gennaio di quest’anno nei porti pugliesi sono già stati scaricati, al 30 giugno, oltre 4.000.000 quintali di grano duro. Circa 2.000.000 quintali di olio, quasi pari alla  produzione regionale, importati ogni anno per essere miscelati con quello del nostro territorio, mentre sfuggono ad ogni possibile calcolo le importazioni di olio - non di oliva - che si trasformano nel prezioso oro pugliese, così come dimostrato dall’ottima attività investigativa del Comando NAS di Bari.
Sono i numeri drammatici del mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori. Sono le ragioni alla base della mobilitazione che si svilupperà in Puglia la prossima settimana e che sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente del Consiglio regionale, Pietro Pepe, l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno, Antonio Citarella, Comandante dei NAS di Bari, Andrea Ricciato dell’Istituto Controllo Qualità del Ministero delle Politiche Agricole, Vincenzo Mancazzo dell’Agenzia delle Dogane e Giuseppe Salamon, Direttore dell’Istituto Pugliese per il Consumo.
“Per alcuni comparti, olivicolo, zootecnico, ortofrutticolo, vitivinicolo e cerealicolo, la Puglia costituisce un caso emblematico – ha tuonato il Presidente di Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni -  di quanto anche le anomalie del mercato contribuiscano ad ingigantire e rendere paradossali gli effetti della straordinaria crisi che sta vessando l’agricoltura italiana, a cui è tutt’altro che immune quella pugliese. Le richiamate anomalie, eufemismo per definire vere e proprie speculazioni che comprimono i prezzi delle produzioni agricole senza alcun beneficio per i consumatori, trovano terreno fertile in normative poco trasparenti, che regolano l’entrata in Puglia dei prodotti dall’estero. A ciò si aggiunga la quasi totale indifferenza della distribuzione organizzata che, al di là di qualche iniziativa sostenuta dalla Regione, non ha ritenuto di dover instaurare rapporti strutturati con la produzione del territorio”. “Il Consiglio regionale della Puglia – è intervenuto il Presidente Pepe – condivide la piattaforma della Coldiretti per affermare la filiera pugliese nel mondo agricolo. Assistiamo all’invasione di prodotti di cui sappiamo poco o nulla che giungono sulle tavole dei consumatori. Tutto questo non è più tollerabile. La Puglia rappresenta una delle roccaforti dell’agricoltura italiana e, pertanto, il Consiglio regionale intende fare la sua parte per salvaguardare questo patrimonio di ricchezza, lavoro e tradizione”.    
Per queste ragioni e in coerenza con il Progetto di una Filiera Agricola tutta Italiana lanciato il 30 aprile scorso al Palalottomatica di Roma, Coldiretti ha avviato una mobilitazione generale, a partire dal prossimo 21 luglio sull’intero territorio nazionale.
“Proprio sul fronte della commercializzazione – ha incalzato l’Assessore Stefàno – ho intenzione di avviare un dialogo costruttivo con i rappresentanti della grande distribuzione organizzata, allo scopo di offrire sbocchi importanti ai prodotti agroalimentari del territorio”.
“In Puglia, la mobilitazione prenderà le mosse – ha spiegato il Direttore di Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - dalla consegna del documento ufficiale al Presidente della Giunta della Regione Puglia, a cui parteciperanno i dirigenti e una corposa delegazione di imprenditori agricoli – circa 1000 - provenienti da tutte le province pugliesi. A seguire verranno presidiati i punti nevralgici delle importazioni in Puglia di prodotti agricoli (porti di Bari e Brindisi). Contemporaneamente, una delegazione di 200 allevatori parteciperà al presidio presso la frontiera del Brennero e a Montecitorio. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla necessità di adottare provvedimenti che siano in grado di assecondare la realizzazione di una progettualità, tesa a valorizzare le produzioni del territorio, con un conseguente sviluppo di valore aggiunto per i sistemi locali, ed a garanzia della sicurezza alimentare per i cittadini”.

Nell’arco di un anno, si è assistito ad un crollo medio dei prezzi dei prodotti agricoli del 16% a livello nazionale che, proprio per le produzioni di grande interesse per la Puglia, ha toccato le flessioni più esasperate:

       grano – 45%;
       uva – 24%;
       olio extravergine di oliva – 30%;
       latte – 25%.

Sul versante squisitamente commerciale, terreno fertile ha trovato in Puglia sia la GDO che la DO: sono 982 gli insediamenti tra ipermercati, supermercati, cash & carry e discount, per una superficie complessiva di oltre due milioni e mezzo di metri quadri. 250 ettari di terreni fertili e pianeggianti, sottratti all’agricoltura e ad altre attività produttive. La mancata dichiarazione dell’origine, ai fini della trasformazione industriale, innesca un sistema di competitività distorto ed una difficile rintracciabilità, a danno della sicurezza alimentare.

MOBILITAZIONE 2009
LE RICHIESTE DELLA COLDIRETTI PUGLIA
La Coldiretti Puglia chiede l’adozione immediata di alcuni improcrastinabili provvedimenti:

Ø      introduzione della indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti agroalimentari;
Ø      attivazione delle misure del PSR, con particolare attenzione ai Progetti integrati di Filiera, realizzati da partenariati a forte connotazione agricola, soprattutto aggregata, ai quali deve essere fornito sostegno per poter giungere sul mercato, in modo efficace e vantaggioso per gli stessi consumatori;
Ø      al fine di poter garantire capacità di investimento per le imprese pugliesi, è necessaria l’adozione di un provvedimento teso a favorire il consolidamento delle passività;
Ø      modifica delle normative sui controlli attraverso:
v      intensificazione delle verifiche alla frontiere e miglioramento della efficacia delle procedure adottate;
v      dotazione di nuove risorse e realizzazione di coordinamento fra le Istituzioni preposte ai controlli sugli obblighi introdotti, soprattutto per quanto concerne l’etichettatura dei prodotti ortofrutticoli (DL 306 del 10.12.2002 entrato in vigore il 15.02.2003),  e dell’olio extravergine di oliva introdotta dal Regolamento (CE) 182/09 che modifica il Regolamento (CE) 1019 del 2002;
v      validazione di nuovi metodi di indagine, peraltro sviluppati con la ricerca realizzata negli Atenei pugliesi, per la individuazione di sofisticazioni e truffe sull’origine dei prodotti;
v      pubblicazione dei dati relativi alle importazioni di prodotti agricoli nei nostri territori, soprattutto in riferimento al latte ed ai suoi derivati.
Ø      emanazione immediata dei regolamenti di applicazione della Legge regionale 19 dicembre 2008 n. 38 “Norme per il sostegno al consumo dei prodotti agricoli regionali”, soprattutto per quanto concerne l’articolo 2, riferito all’utilizzo di prodotti agricoli in misura non inferiore al 50% nei servizi di ristorazione collettiva affidata agli enti pubblici, e l’articolo 5, concernente gli spazi riservati ai prodotti agricoli regionali negli esercizi commerciali.
Bari,  17 luglio 2009

SONDAGGIO

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