17 Ottobre 2008
GRANO

Mentre i prezzi si moltiplicano del 1650 dal grano al pane e del 930% dal grano alla pasta
 
Non cessa l’allarme sbarchi di navi cariche di grano nei porti pugliesi. Al porto di Bari sono giunte tre navi, una battente bandiera olandese, proveniente da Saint-Nazaire in Francia e carica di 62mila quintali di grano, una battente bandiera turca, proveniente da Port La Nouvelle in Francia, con un carico di 30mila quintali di grano e una battente bandiera panamense, proveniente da Kilia in Ucraina  e carica di 20mila quintali di grano. “Continuano ad essere massicce le importazioni di grano dall’estero – rilancia il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – nonostante gli industriali parlino di una diminuzione considerevole dei quantitativi importati dalle 405mila tonnellate dello scorso anno alle 235mila tonnellate del 2008. E’ la dimostrazione che, pur essendo opportuna la decisione della Commissione Europea di ripristinare i dazi doganali sulle importazioni in Europa, il provvedimento che entrerà in vigore nelle prossime ore non è sufficiente, dato che sono stati reintrodotti i dazi relativi ai cereali, eccezion fatta proprio per il grano duro di media e alta qualità”.
Evidenti le ripercussioni a carico del comparto cerealicolo pugliese. Il prezzo del grano duro continua ad essere in caduta libera, crollato dai 50 euro al quintale della scorsa campagna a meno di 28 euro al quintale dell’attuale, per non parlare dell’annoso problema dell’origine del prodotto agricolo. Tutto ciò si traduce in un danno evidente a carico degli imprenditori pugliesi che non riescono a spuntare prezzi equi e remunerativi e a carico dei consumatori che non sanno con quale grano sono prodotti il pane e la pasta che acquistano. Per non parlare dei prezzi che si moltiplicano del 1650 dal grano al pane e del 930% dal grano alla pasta.
“Dobbiamo continuare a sostenere l’azione di vigilanza degli organismi di controllo – ha continuato il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – e contemporaneamente resta da risolvere l’annoso problema dell’origine in etichetta. In quest’ottica abbiamo chiesto il potenziamento della dotazione di mezzi e risorse umane di tutti gli Organi di controllo operanti nella regione Puglia, prevedendo, altresì, la istituzione a Foggia del Nucleo Antisofisticazioni ed in Puglia del Nucleo Antifrode, rispettivamente dei Comandi dei Carabinieri Tutela della Salute e Politiche Agricole, in previsione dell’insediamento dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare”.
La Coldiretti Puglia ha chiesto anche l’avvio delle procedure tese a validare i metodi innovativi di analisi, utili alla caratterizzazione dell’origine, in fase ormai avanzata sia per l’olio extravergine di oliva che per le produzioni zootecniche e ribadisce con forza l’esigenza di dare corso ai Decreti che prevedano l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti agricoli, in particolare per il grano duro con cui viene confezionata la pasta ad uso alimentare, ma anche per le altre produzioni agroalimentari.
La Puglia è la regione cerealicola leader in Italia con una Produzione Lorda Vendibile di 230milioni di euro. Nonostante ciò, gli industriali della pasta – conclude il Direttore De Concilio - utilizzano solo il 20% di prodotto regionale, mentre sono 800.000 le tonnellate di grano duro che arrivano nel nostro Paese da Australia, Canada, Bangladesh, Sud America, Messico, Arizona e Texas….per produrre pasta "Made in Italy" senza che sia indicato in etichetta.

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