28 Marzo 2008
AMBIENTE

Sul Parco del Fiume Ofanto non manca la collaborazione tra la Coldiretti Puglia e gli Assessorati all’Ecologia e alle Risorse Agroalimentari. Nel corso di un incontro operativo è stato stilato un cronogramma delle attività da avviare nei prossimi giorni, a partire da una circolare esplicativa redatta dai dirigenti dell’Ufficio Parchi dell’Assessorato all’Ecologia, con il contributo fattivo delle stesse Organizzazioni professionali, che indicherà in maniera chiara ed inequivocabile le opportunità in termini di sviluppo offerte dal nascente Parco e la reale compatibilità tra le attività agricole che insistono sull’area delimitata e le clausole di salvaguardia contenute nella legge istitutiva.
“Nel corso dell’incontro è stata unanimemente stigmatizzata – tiene a precisare il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni - la incivile contestazione ai danni del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, avvenuta nei giorni scorsi. Sono episodi che gettano solo ombra sulle reali istanze del mondo agricolo e nulla hanno a che vedere con la posizione espressa dalle imprese della Coldiretti, attente ad un confronto costruttivo con le istituzioni”.
“Prendiamo atto della disponibilità dell’Assessore Losappio di venire incontro – continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - alle nostre richieste, in considerazione del fatto che il Parco dell’Ofanto può costituire una reale opportunità, a patto che venga  concepito e realizzato con il pieno coinvolgimento dei settori produttivi territoriali, per non rischiare di trasformarlo da opportunità in un freno ed un vincolo allo sviluppo delle attività agricole e dell’economia dei comuni ricadenti nella zona delimitata”.
La legge regionale istitutiva del parco, datata 14 dicembre 2007, ha individuato un’area che comprende ampie zone di terreni agricoli coltivati intensivamente con produzioni di pregio, quali uva da tavola, pesco, albicocco, olivo da mensa e da olio.
“L’incontro con gli Assessori all’Ecologia e alle Risorse Agroalimentari si è reso necessario – spiega il Direttore della Coldiretti di Bari, Francesco Cosentini – affinché gli imprenditori che conducono tali fondi non subiscano limitazioni alle loro attività per effetto di una interpretazione restrittiva della norma, che non può impedire loro di effettuare le lavorazioni d’impianto per il rinnovo di alcuni frutteti specializzati, quali l’aratura ed il livellamento, e non deve limitare la possibilità di effettuare trattamenti antiparassitari ed altre corrette pratiche agronomiche”.

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