Oggi ne sono disponibili solo 6 milioni, ma ne servono con urgenza altri 4 per avviare la messa a regime dell'invaso
Occorre una decisione immediata del tavolo istituzionale per autorizzare l'immissione dei 10 milioni di metri cubi d'acqua necessari a completare il collaudo dell'invaso del Pappadai e avviarne definitivamente la messa a regime, considerato che ad oggi sono disponibili appena 6 milioni di metri cubi, un quantitativo insufficiente per concludere le operazioni e rendere operativo il sistema irriguo destinato a garantire l'approvvigionamento idrico di circa 12mila ettari di terreni agricoli tra le province di Taranto, Brindisi e Lecce. È la richiesta avanzata da Coldiretti Puglia all'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Paolicelli, al commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia, Francesco Ferraro, all'Autorità di Distretto dell'Appennino Meridionale, Vera Corbelli e al presidente di Acque del Sud, Luigi Giuseppe De Collanz, con la quale sollecita l'immediata autorizzazione all'immissione dei quantitativi idrici necessari per completare il collaudo, superando rapidamente l'attuale fase di stallo e dando finalmente piena operatività ad un'infrastruttura strategica per l'agricoltura pugliese.
"Non possiamo permetterci ulteriori rinvii. Il tavolo deve assumere immediatamente la decisione di destinare gli ulteriori 4 milioni di metri cubi necessari al collaudo dell'invaso, perché senza questo passaggio il Pappadai continuerà a rimanere un'opera incompiuta, mentre le aziende agricole aspettano acqua per produrre. È una scelta che riguarda il futuro del territorio e la competitività dell'agricoltura pugliese", afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. "La disponibilità immediata dell'acqua necessaria al collaudo è il presupposto indispensabile per arrivare alla piena funzionalità dell'invaso. Dopo decenni di attesa e con le procedure di affidamento dei lavori già avviate, non possiamo perdere altro tempo. Servono decisioni rapide e coordinate affinché il Pappadai diventi finalmente operativo e il sistema Irrigazione Salento possa entrare in funzione, assicurando acqua a circa 12mila ettari agricoli", sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
L'invaso del Pappadai rappresenta una delle più importanti opere idrauliche incompiute della Puglia che, costruito tra il 1994 e il 1997 in provincia di Taranto, è rimasto inutilizzato per 30 anni – denuncia Coldiretti Puglia - nonostante sia stato progettato per convogliare le acque del Sinni e garantire una riserva strategica destinata sia agli usi irrigui sia a quelli potabili. Il completamento del recupero funzionale dell'invaso consentirà di accumulare, durante il periodo invernale, una riserva di circa 19,9 milioni di metri cubi d'acqua e permetterà di rendere pienamente operativo il sistema "Irrigazione Salento", attraverso gli interventi sui nodi e sulle condotte che collegano il Pappadai alla vasca di Sava. Una volta conclusi i lavori sarà possibile irrigare 12.000 ettari di superficie agricola, garantendo finalmente una disponibilità idrica stabile ad un'area che ancora oggi, in molti casi, dipende da pozzi e autobotti.
Per Coldiretti Puglia il recupero del Pappadai, tra l’altro, deve inserirsi in una più ampia strategia regionale di realizzazione di infrastrutture indispensabili per aumentare la capacità di accumulo e la resilienza del sistema agricolo. Il cambiamento climatico, con periodi sempre più lunghi di siccità alternati a eventi meteorologici estremi, impone infatti una gestione moderna della risorsa idrica. Oggi in Italia viene trattenuto appena l'11% dell'acqua piovana e diventa quindi prioritario accelerare la realizzazione degli invasi e il recupero delle opere esistenti – conclude Coldiretti Puglia - accompagnando gli investimenti con interventi di manutenzione straordinaria delle reti irrigue e delle infrastrutture di bonifica.
