Firmato il decreto per la promozione del turismo enologico; Baselice: “Vino, paesaggio rurale e ospitalità agricola devono diventare un’unica esperienza”
L’agriturismo pugliese si conferma uno degli asset della multifunzionalità agricola e guarda sempre più all’enoturismo come leva per aumentare il valore dell’accoglienza, intercettare la domanda internazionale e portare i visitatori dentro le campagne, tra vigneti, masserie, cantine, degustazioni e produzioni tipiche. Ad affermarlo Coldiretti e Campagna Amica della Puglia, in occasione della giornata mondiale del turismo che si celebra domani 27 settembre, sulla base dei dati del Rapporto “Agriturismo e Multifunzionalità 2026” di ISMEA, secondo cui in Puglia il 51,5% delle presenze è generato tra l’altro da turisti stranieri, molto attenti al turismo esperienziale.
Nel trimestre giugno-agosto il tasso di saturazione delle strutture ricettive della Puglia ha raggiunto il 62,2%, superiore alla media nazionale del 61,8%, mentre nei primi sette mesi dell’anno gli arrivi regionali sono cresciuti del 7,7% e le presenze dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati del Ministero del Turismo, dati estate 2026, È proprio nell’incontro tra questa crescente domanda turistica e la ricchezza della filiera vitivinicola che l’enoturismo – incalzano Coldiretti e Campagna Amica della Puglia - può rappresentare una nuova leva di sviluppo per le imprese agricole pugliesi. Il vino diventa infatti un punto di accesso privilegiato alla conoscenza del territorio, con il turista che non si limita più alla degustazione del prodotto, ma vuole entrare nei vigneti, visitare le cantine, conoscere le tecniche di produzione, partecipare alle attività agricole e abbinare il vino alle produzioni agroalimentari locali.
La Puglia ha già avviato da tempo questo percorso con la legge regionale n. 29 del 2021 sull’enoturismo – dicono Coldiretti e Campagna Amica della Puglia - con le attività enoturistiche che comprendono visite e percorsi nei vigneti e nelle cantine, attività didattiche e formative, degustazioni e iniziative finalizzate alla conoscenza della cultura del vino e del territorio.
Una prospettiva che assume ancora più rilievo dopo la firma del decreto del Ministero dell’Agricoltura per la promozione del turismo enologico, un provvedimento attua a livello nazionale la riforma dell’intervento per il vino della Politica Agricola Comune, il cosiddetto Pacchetto vino, e punta a sostenere iniziative capaci di accrescere la conoscenza e la reputazione dei vigneti, associando alla qualità dei vini la valorizzazione dei territori. I beneficiari sono Consorzi di tutela, organizzazioni di produttori e organizzazioni interprofessionali, attraverso manifestazioni, incontri, visite e altre attività di promozione.
“Il decreto sulla promozione del turismo enologico arriva in un momento importante per la Puglia, dove vino, paesaggio rurale e ospitalità agricola possono diventare un’unica esperienza turistica – dichiara Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia – Il turista non cerca più soltanto una camera o una degustazione, ma vuole conoscere i luoghi, vedere come nasce un prodotto, incontrare chi lo produce e portarsi a casa un racconto del territorio. Per questo dobbiamo rafforzare il collegamento tra cantine, agriturismi, aziende agricole e operatori turistici, puntando sulla qualità dell’accoglienza e sulla capacità di proporre esperienze autentiche anche fuori dalla stagione estiva. La Puglia ha vigneti, masserie, produzioni di eccellenza e un patrimonio rurale straordinario: ora serve mettere questo patrimonio a sistema, perché l’enoturismo può generare nuovo valore per le imprese agricole e contribuire alla crescita delle aree rurali e alla destagionalizzazione dei flussi”.
La dimensione internazionale rappresenta una delle principali opportunità per l’agriturismo pugliese, per cui oltre una presenza agrituristica su due è infatti riconducibile a turisti stranieri, un dato – spiegano Coldiretti e Campagna Amica della Puglia - che rende strategico rafforzare la capacità delle aziende di costruire un’offerta integrata tra ospitalità, vino, produzioni tipiche, paesaggio e cultura rurale.
L’enoturismo può così diventare uno strumento concreto per aumentare il valore generato dalle imprese agricole, allungare la stagione turistica e distribuire i flussi anche nelle aree rurali e nei territori dell’entroterra. Per Coldiretti e Campagna Amica della Puglia la sfida è ora quella di mettere in rete agriturismi, aziende vitivinicole, cantine, Consorzi e operatori turistici, costruendo percorsi capaci di trasformare la visita in azienda in un’esperienza completa del territorio.
Per Coldiretti e Campagna Amica della Puglia ora serve un salto di qualità nelle politiche regionali per fare dell’enoturismo una componente strutturale dell’offerta turistica pugliese, mettendo in rete agriturismi, aziende vitivinicole, cantine, Consorzi e operatori turistici e sostenendo concretamente gli investimenti in accoglienza, servizi, promozione e innovazione. La crescita dei flussi internazionali e la crescente domanda di esperienze legate al cibo e al territorio rappresentano un’opportunità economica che non può essere affidata soltanto all’iniziativa delle singole imprese.
