8 Settembre 2026
MANDORLE: CAMPAGNA GENEROSA (+30%) E RACCOLTA IN ANTICIPO; PREZZI IN SALITA, ALLARME PER I DANNI DEI PARROCCHETTI

In alcune aree la raccolta è già terminata, in altre deve ancora iniziare. Produzione di ottima qualità, ma dove arrivano i pappagalli si rischia l’estirpazione dei mandorleti

È una campagna delle mandorle a velocità diverse quella che si sta registrando in Puglia, con la raccolta già terminata in alcuni areali e ancora da avviare in altri, ma con una stima di produzione in aumento del 30% rispetto allo scorso anno, generosa, di ottima qualità, e prezzi in salita. A tracciare il bilancio è Coldiretti Puglia, che evidenzia come le temperature elevate abbiano anticipato la maturazione delle mandorle, portando avanti la raccolta rispetto alla consueta tempistica, quando le operazioni prendevano avvio tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre e si protraevano più a lungo.

Le differenze tra i diversi areali restano tuttavia significative, soprattutto in relazione alla disponibilità di acqua e alla presenza dei parrocchetti, che rappresentano una minaccia sempre più concreta per i mandorleti pugliesi. Le piogge – spiega Coldiretti Puglia - hanno contribuito al buon nutrimento delle piante, mentre nei terreni irrigui è stato possibile intervenire per sostenere le coltivazioni quando le temperature sono diventate particolarmente elevate. Il caldo ha inoltre accelerato la maturazione delle mandorle, determinando un anticipo delle operazioni di raccolta.

Ma non si può cantare vittoria – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove i parrocchetti non colpiscono i risultati sono molto positivi, mentre dove gli attacchi sono importanti le perdite incidono pesantemente sulla produzione e sulla redditività delle aziende. Il fenomeno va monitorato e affrontato perché, se non contrastato, rischia di compromettere nel tempo la tenuta di una coltura importante per la nostra regione.

In Puglia il mandorlo rappresenta una coltura di grande importanza. Le province di Bari e Brindisi sono quelle maggiormente vocate e trainano la produzione regionale, seguite da Taranto e Foggia. La superficie regionale destinata al mandorlo è pari a circa 17.920 ettari, per una produzione complessiva di circa 166.500 quintali, oltre il 22% della produzione nazionale.

Il mandorlo ha conosciuto in passato periodi di abbandono, ma oggi le mandorle pugliesi sono tornate a suscitare crescente interesse, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. La maggiore attenzione verso il prodotto – insiste Coldiretti Puglia - rappresenta un’opportunità per le aziende agricole, ma rende ancora più importante difendere la produzione italiana dalla concorrenza estera e garantire al consumatore informazioni chiare sull’origine.

In questo quadro assume particolare rilevanza – dice Coldiretti Puglia - la trasparenza sull’origine della frutta secca sgusciata, per consentire ai consumatori di distinguere il prodotto italiano da quello importato e valorizzare il lavoro degli agricoltori. La tracciabilità e l’indicazione dell’origine rappresentano infatti strumenti fondamentali per contrastare pratiche commerciali che possono generare confusione sulla provenienza del prodotto. La tutela dell’origine è una battaglia storica della Coldiretti, che ha portato a livello europeo la richiesta di rendere obbligatoria l’indicazione della provenienza degli ingredienti e delle materie prime utilizzate negli alimenti. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza lungo la filiera e impedire che prodotti ottenuti da materie prime straniere possano essere percepiti come italiani attraverso trasformazioni successive.

Il mandorlo resta una coltura particolarmente preziosa per la Puglia, anche per la sua capacità di adattarsi a terreni poveri, poco profondi e caratterizzati da limitata disponibilità idrica. Una pianta rustica che per decenni ha caratterizzato il paesaggio agricolo di ampie aree della regione e che oggi può rappresentare una risorsa economica importante, a condizione che vengano garantite agli agricoltori condizioni di redditività e strumenti adeguati per affrontare le nuove minacce. Per Coldiretti Puglia, dunque, la buona campagna 2026 deve essere un punto di ripartenza e non un motivo per abbassare la guardia. L’aumento del valore della mandorla può contribuire a rafforzare una coltura strategica per l’agricoltura pugliese, ma è necessario intervenire sulle criticità che rischiano di comprometterne il futuro, a partire dai danni provocati dai parrocchetti e dagli effetti di un clima sempre più caratterizzato da temperature estreme e forte variabilità. Difendere i mandorleti – conclude Coldiretti Puglia  - significa tutelare non solo una produzione agricola, ma anche un patrimonio del territorio pugliese, il reddito delle imprese e una filiera che può avere ancora importanti prospettive di crescita.

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