Più stabilità e una disciplina organica per una filiera che in Puglia rappresenta una realtà produttiva importante e fortemente radicata sul territorio e che, dopo anni di attesa, dispone ora di una cornice normativa capace di definire con maggiore chiarezza il perimetro delle attività, valorizzare tutte le componenti della filiera e creare le condizioni per favorire investimenti, innovazione, sostenibilità e crescita della qualificazione professionale. A darne notizia, a seguito della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, è Coldiretti Puglia, che sottolinea come il decreto per il settore florovivaistico rappresenti un passo importante verso una maggiore stabilità e una disciplina organica del settore, definendo le regole per la coltivazione, promozione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti florovivaistici e dell’intera filiera.
Un risultato importante anche perché il testo definitivo recepisce le osservazioni formulate nel corso dell’iter parlamentare, migliorando la versione approvata in via preliminare, con il recepimento delle osservazioni avanzate dalle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, anche sulla base delle indicazioni portate da Coldiretti in sede di audizione.
Per Coldiretti Puglia si tratta del riconoscimento concreto del florovivaismo come filiera strategica, che finalmente dispone di una disciplina organica capace di definire il perimetro delle attività, dalla produzione alla commercializzazione, fino alla cura e manutenzione del verde, valorizzando tutte le componenti della filiera e creando condizioni più favorevoli per investimenti, innovazione, sostenibilità e crescita della qualificazione professionale.
Il decreto identifica infatti l’attività agricola florovivaistica esercitata dall’imprenditore agricolo di cui all’articolo 2135 del codice civile, in forma individuale, societaria o associata, e diretta alla produzione dei vegetali in vivaio, in serra o in altre strutture, anche mobili, per la protezione e la crescita delle piante. La disciplina ricomprende la floricoltura, la produzione di organi di propagazione gamica e agamica, il vivaismo ornamentale, frutticolo e viticolo, forestale e orticolo. Vengono inoltre individuate come attività connesse, nei limiti e secondo le modalità previste dall’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e, per le cooperative agricole, dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, la manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti vegetali, le lavorazioni preparatorie al trasporto e alla messa a dimora e le operazioni colturali finalizzate alla cura e alla manutenzione del verde pubblico e privato.
Una definizione particolarmente rilevante per la Puglia – spiega Coldiretti Puglia - dove il comparto conta 618 imprese e 3.221 addetti, con il valore dell’export di prodotti florovivaistici e fiori recisi che ha raggiunto 58,6 milioni di euro, confermando la capacità delle imprese pugliesi di competere anche sui mercati internazionali. Terlizzi, Leverano, Taviano, Monopoli e Copertino sono alcuni dei principali poli di una filiera che rappresenta un patrimonio produttivo del territorio pugliese, con una forte specializzazione e una capacità di generare occupazione, valore economico e presidio del territorio.
Per Coldiretti Puglia, la nuova disciplina arriva in un momento nel quale le imprese devono affrontare costi produttivi sempre più pesanti, dalla componente energetica ai fertilizzanti, dalle materie plastiche alla logistica, in un mercato internazionale caratterizzato da una forte concorrenza e da crescenti complessità. Per un settore nel quale le produzioni sono spesso altamente deperibili, anche i costi e le difficoltà legate alla movimentazione delle merci rappresentano un elemento di forte pressione sulla redditività aziendale.
La riforma rappresenta quindi un punto di partenza e non un punto di arrivo. Il riconoscimento normativo – aggiunge Coldiretti Puglia - deve essere accompagnato da adeguate misure di sostegno, capaci di trasformare la maggiore stabilità della disciplina in maggiore competitività, innovazione, sostenibilità e redditività per le imprese florovivaistiche pugliesi. Il decreto dedica infatti uno specifico capo agli interventi a sostegno del settore florovivaistico, con l’obiettivo di favorire competitività, qualità e sviluppo della filiera. La sfida, ora, è dare concreta attuazione a queste disposizioni attraverso risorse, investimenti, formazione, innovazione e strumenti regionali mirati.
Per Coldiretti Puglia, la nuova legge mette finalmente ordine in una filiera strategica e crea una base di maggiore stabilità per le imprese. Ora occorre costruire su questa base una politica di sostegno all’altezza del ruolo che il florovivaismo pugliese già svolge, accompagnando le aziende negli investimenti e nella crescita e rafforzandone la capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali.
