19 Gennaio 2026
CLEMENTINE: BILANCIO AMARO CON CROLLO PRODUZIONE (-50/60%) E PREZZI BASSI; SUBITO PIANO AGRUMICOLO REGIONALE

Bilancio amaro in Puglia per le clementine, prodotto simbolo dell’agrumicoltura regionale, con un crollo della produzione stimato tra il 50 e il 60% a causa della siccità e del freddo tardivo, ma a pesare ulteriormente sono i prezzi bassi riconosciuti agli agricoltori, che non riescono a coprire neppure i costi di produzione, una situazione che rende urgente l’attivazione di un Piano agrumicolo regionale capace di sostenere il comparto e tutelare un patrimonio produttivo strategico. A stilare il bilancio della campagna delle clementine, ormai agli sgoccioli, è Coldiretti Puglia, che lancia l’allarme su una crisi strutturale che rischia di compromettere il futuro del settore, per cui è quanto mai urgente un piano agrumicolo regionale per salvaguardare il reddito degli agricoltori, tutelare il patrimonio agrumicolo pugliese e garantire continuità produttiva e occupazionale.

“È un’annata complicata, dopo una lunga serie di anni da dimenticare, in cui il settore agrumicolo in provincia di Taranto ha perso la metà della produzione, oltre ad aver dovuto rigenerare lo stesso patrimonio arboreo. I prezzi al momento risultano accettabili, anche se la produzione ha subìto una riduzione drastica a causa della siccità”, commenta Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, parlando di “un settore da sostenere sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori”.

Le imprese agricole impegnate nella produzione di agrumi in provincia di Taranto – ricorda Coldiretti Puglia – sono 1.041, pari al 9% del totale dell’imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione complessiva di clementine, arance e mandarini che raggiunge 1,9 milioni di quintali. Un patrimonio che va valorizzato attraverso un piano straordinario agrumicolo e un sostegno al reddito, anche alla luce della concorrenza sleale dei Paesi comunitari ed extracomunitari. In provincia di Foggia si producono inoltre 103mila quintali di arance e limoni, in un’area ad alto rischio di dissesto idrogeologico, caratterizzata da agrumeti storici.

“All’aumento dei costi di produzione si sommano gli effetti della concorrenza sleale, con prodotti importati che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori”, denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. “Servono controlli stringenti e il rispetto del principio di reciprocità: non possiamo accettare che agrumi coltivati senza le stesse garanzie ambientali, sociali e sanitarie entrino nel nostro mercato abbattendo i prezzi e mettendo in ginocchio le imprese pugliesi”.

Secondo Coldiretti Puglia, quasi un prodotto alimentare su cinque importato in Italia non rispetta le normative vigenti in materia di tutela della salute, dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori, spesso favorito da agevolazioni e accordi preferenziali stipulati dall’Unione Europea. È quindi necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda ambiente, lavoro e salute, secondo il principio di reciprocità. La crisi della frutta mette a rischio non solo la salute dei cittadini, ma anche il futuro delle giovani imprese agricole che hanno scelto di investire nel settore ortofrutticolo, il più gettonato dagli agricoltori under 35. Una nuova generazione di imprenditori che ha garantito in questi anni un contributo decisivo in termini di innovazione e sostenibilità, e che non può essere lasciata sola.

Per ridurre la volatilità e stabilizzare i prezzi – conclude Coldiretti Puglia – è necessario costruire rapporti di filiera virtuosi, con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy, garantiscano la sostenibilità della produzione, prevedano impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto equo, basato sui reali costi sostenuti dagli agricoltori.

SONDAGGIO

Per il cenone di Capodanno, cosa guiderà principalmente le tue scelte di acquisto?

Continuando con la navigazione in questo sito, accordi l'utilizzo dei nostri cookie. Approfondisci

Le impostazioni dei cookie in questo sito sono impostate su "permetti cookie" per permettere la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui l'utilizzo di questo sito senza cambiare le impostazioni del tuo browser o se clicchi su "Accetto" confermai l'autorizzazione di tali cookie.

Chiudi