14 Febbraio 2013
MADE IN ITALY

 PLAUSO DELLA COLDIRETTI PUGLIA PER IL MAXISEQUESTRO DI FALSO OLIO MADE IN ITALY
Prima importante operazione dopo l’approvazione della Legge ‘salva olio Made in Italy’

“A pochi giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della ‘Legge salva olio made in  Italy’, la prima importante operazione della Guardia di Finanza, con la collaborazione dell'Ispettorato centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi e dall’Agenzie delle Dogane, a cui va tutto il nostro plauso, ha evitato l’immissione sul mercato di oli di dubbia provenienza e genuinità che sarebbero stati spacciati per italiani con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori”. Esprime soddisfazione il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia dell’operazione che ha portato al sequestro di 400 tonnellate di olio straniero che sarebbe stato spacciato per ‘made in Italy’ e ‘biologico’, per un valore commerciale di circa un milione di euro, stoccato in due depositi di Andria (Bat) e Petilia Policastro (Crotone).
“E’ la dimostrazione che la Legge ‘salava olio made in Italy’ va sostenuta – aggiunge il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - senza alcun tentennamento, perché è l’unico strumento a disposizione del territorio italiano per tutelare l’olio extravergine dagli attacchi dei ‘soliti furbetti e truffaldini’ che con la scusa delle esigenze del ‘Signor Mercato’ si sentono autorizzati a spacciare per ‘made in Italy’ oli stranieri, spesso deodorati, manipolati chimicamente, colorati con la clorofilla e chi più ne ha più ne metta”.
Intanto, la Coldiretti Puglia ha portato a compimento la prima fase dell’operazione trasparenza per sostenere la ‘Legge salva olio made in Italy’, strumento attraverso il quale ‘smascherare’ tutti i ‘finti promotori’ dell’olio pugliese che “parlano bene e razzolano male”.
In ogni provincia e in numerosi punti vendita della grande e media distribuzione organizzata di noti marchi nazionali e internazionali, sono stati raccolti campioni di bottiglie di olio di diverse dimensioni e fasce di prezzo da inviare a laboratori pubblici per le analisi chimiche ed organolettiche del caso e verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato in etichetta e il reale contenuto. Le eventuali anomalie riscontrate saranno denunciate alle autorità di controllo e i risultati delle analisi saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa.
Dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, dalle sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi all’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, dall’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli al rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni, fino  al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali, sono solo alcune delle novità introdotte dal provvedimento.

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