4 Ottobre 2019
INFLAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, 1 PRODOTTO SU 4 IN SALDO SOS DEFLAZIONE; PREZZI FREDDI UVA DA TAVOLA IN CAMPAGNA

Un prodotto alimentare su quattro sui banchi della grande distribuzione viene venduto in promozione con l’obiettivo di attirare i consumatori facendo leva sul risparmio, con effetti evidenti sul contenimento dell’inflazione. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia che, commentando i dati Istat sull’inflazione rimasta contenuta a settembre, denuncia lo stato di deflazione profonda nei campi con gli agricoltori che si vedono pagare ortaggi e frutta pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione.

“In campagna l’uva da tavola di Puglia nella migliore delle ipotesi è quotata 50/60 centesimi al chilo, mentre sui banchi di vendita il consumatore la paga fino a 4 euro al chilo, con un mercato freddissimo in campagna dove non ci sono contrattazioni. A rimetterci è l’anello più debole della filiera, mentre la forbice dei prezzi dal campo alla tavola resta larghissima”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Le importazioni di uva da tavola in Italia ammontano a 25.000 tonnellate (circa il 3,2% dei consumi interni); di queste, una fetta consistente proviene dall'Europa (49%) e dall'America centro meridionale (circa il 25%), ed in particolare dai sue due principali paesi produttori Cile e Perù, mentre la restante parte proviene dall'Africa (13,5%) ed Asia (4,6%), denuncia Coldiretti Puglia.

Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – continua la Coldiretti – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e piu’ appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente ci sono – precisa la Coldiretti – quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare dalle tavole degli italiani e hanno quindi un effetto calamita sui clienti dall’olio di oliva alla pasta, dalle conserve di pomodoro ai vini fino alla frutta. Un onere che spesso ricade sui produttori per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale.

Risulta eccessivo lo spazio riservato dalle catene della grande distribuzione italiana ed estera – secondo Coldiretti Puglia - ai prodotti provenienti dall’estero, soprattutto da Cile, Spagna, Brasile, Turchia, Marocco e Grecia. Peraltro, essendo ormai gli ipermercati il veicolo maggiore di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, sono determinanti nella formazione del prezzo del prodotto agricolo in campagna. “In una regione come la Puglia che detiene la leadership nella produzione dell’uva da tavola – conclude il presidente Muraglia - bisogna assicurare la disponibilità ai consumatori di produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono freschezza e genuinità uniche al giusto prezzo”.

Serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma – conclude la Coldiretti - è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

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